Calasetta - Tenerife
Calasetta preparativi e decollo
Fine agosto, umidità 80%, temperatura 40°. Pietro li preleva all’aeroporto di Elmas con la macchina carica di alimenti della terra sarda selezionati da Cenzina. Loro si presentano con tre piccole sacche e una lunga lista di integrazioni da colmare durante il tragitto per Calasetta. Raggiungono Calasetta con la macchina stracolma. Il sole è tramontato, il buio è umido e appiccicoso. Scaricano tutto sul molo. Pietro li saluta. Per quasi tutta la notte si dedicano all’inventario, stoccaggio e rizzaggio del carico. L’autosufficienza per Tenerife l’hanno calcolata sulla base della Pesaro-Calasetta. Skua non ha frigo e congelatore. Il fresco va tenuto arieggiato, il secco va in alto perché leggero, barattoli e acqua in basso perchè pesanti, gli imballaggi vanno tutti eliminati, la connessione satellitare va montata e testata, le 8 taniche di gasolio vanno riempite e rizzate al millimetro...
Dal diario di bordo / 28 agosto 2025 / H 22:00 giunti a Calasetta. Fino alle 03:00 inventariata e stivata con cura gran parte della cambusa a lunga conservazione.
Dal diario di bordo / 29 agosto 2025 / Lavori: montaggio e test Starlink, rifornimento gasolio 160 taniche + 140 serbatoio dovrebbero garantirci circa 5 giorni di navigazione, acquisto del fresco per la cambusa. Durante la notte temporale con pioggia intensa e forti venti.
Dal diario di bordo / 30 agosto 2025 / H 07:30 salpati di buon ora da Calasetta con l’intenzione di raggiungere le isole Canarie, nell’Oceano Atlantico, senza alcuno scalo. Dalle 07.30 alle 18.00 il mare è stato molto mosso. Navighiamo molto a Sud, tra la Sardegna e l’Africa. Onde lunghe di burrasca di maestrale in attenuazione sul Golfo del Leone. Nella nostra zona il vento reale è sui 13 nodi da NO, con una navigazione di bolina larga mure a dritta. Salpati con il genoa al limite del suo range ideale. Nelle ore pomeridiane vista l’attenuazione, si è rivelata la vela migliore, e ha risparmiato un cambio a prua. Nei primi giorni di navigazione non bisogna affaticarsi troppo. Alle 21.00 usciti fuori dalla zona del maestrale abbiamo acceso il motore.
Mar di Sardegna e mal di mare
Durante la notte il mare è rimasto mosso. M. ha sofferto molto il mal di mare. Silenziosamente e discrettamente vomita fuoribordo senza lamentarsi. Sembra un normale adattamento. Un controllo di routine rileva acqua in sentina! Falla sullo scafo? Prese a mare diffettose? Circuito di raffredamento del motore? Losca del timone? Musone dell’ancora che di bolina va sotto le onde? Falchetta in acqua? Ognuno si prodiga con ipotesi, prove, ispezioni e sgottaggio. Viene individuata un flebile e discontinuo fiotto d’acqua che proviene da poppa. Probabilmente è la losca. Il ridosso a sud di Maiorca, programmato per avverse condizioni meteo assume una nuova funzione: intercettare e possibilmente ridurre la via d’acqua.
Dal diario di bordo / 31 agosto / H 07.30, percorse 130 miglia dopo 24 ore di navigazione. Fino alle 09.00 rotta molto bassa (255°) con l’idea di passare vicini alle coste dell’Algeria e fare la via più breve verso il Mare di Alboran. La nuova previsione meteo delle 12.00 ha scombussolato i piani. È in arrivo una depressione sulle isole Baleari. Se una depressione si piazza sulle Baleari vuol dire che a Sud delle isole troveremmo forti venti occidentali, accelerati dall’alta pressione che si trova sull’Atlante marocchino. Questo ci spinge verso nord, verso il centro della depressione a ridosso della costa di Maiorca proprio nelle ore in cui i venti gireranno. H 15:00 l’ispezione di routine rileva acqua salata in sentina. Nel frattempo il SE che sta davanti alla depressione in arrivo è salito di intensità molto rapidamente e ci ha spinti a gran velocità verso Maiorca. Navigato con randa piena e Y1 tangonato. Dalle 18.00 in avanti abbiamo avuto sempre 20 nodi e più. Il nuovo assetto è stato con una mano alla randa e lo Y1 non tangonato.
Riparo a Porto Petro
Nel piccolo riparo naturale di Porto Petro il mare grosso penetra nel fiordo e si trasforma in una fastidiosa risacca. Al buio non è facile entrare e individuare con le torce le boe per l’ormeggio. Nonostante il vento soffi forte il riparo è buono e gli concede un po’ di riposo presto interrotto dall’acqua che innonda i loro sogni. Al risveglio si concentrano sulla losca e sul musone. La losca è nella poppa più profonda, buia e remota. La raggiungono tra contorsionismo e claustrofobia. Scoprono l’acqua filtrare tra premistoppa e baderna, forse a causa dell’usura di quest’ultima, complice il notevole carico a bordo. Valutano modesta la via d’acqua, serrano dadi e controdadi per comprimere la baderna e ne rimandano al prossimo aprodo la sostituzione. Riemergono dal tunnel e si dedicano al musone. B. viene appeso a prua fuori bordo. Sikaflex alla mano sigilla con cura ogni fessura.
Dal diario di bordo / 1 settembre 2025 / Il barometro è passato dai 1013 hPa di ieri pomeriggio ai 1006 hPa della notte. Raggiunta la costa sudorientale di Palma di Maiorca con una mano alla randa e lo Y1. Alle 04:00 siamo al riparo dalla depressione nel fiordo di Porto Petro. Trovata la via d’acqua nella baderna del timone. Serrato il premistoppa e sigillato con Sikaflex il musone a prua in modo da escluderlo dalle probabili causa dell’acqua in sentina. Alle 18.00 lasciato il ridosso, troviamo un incredibile mare incrociato. Alle 21.00 doppiata l’isola di Cabrera con venti instabili, punte fino a 18 nodi e salti di 90 gradi e più. Nella notte il mare si calma e il vento si attenua. Cercato invano di procedere sotto spinnaker.
Formentera
Dal diario di bordo / 2 settembre 2025 / 07:00
Zero Greenwich
Attraversano il meridiano di Greenwich senza accorgesene. Se fossero fenicotteri, piccioni, uccelli migratori sentirebbero sempre e semplicemente dove si trovano. Invece per collocarsi devono osservare gli astri, misurare, fare calcoli, avere un sistema di riferimento, disegnarsi sulla carta e dirsi noi siamo qui.
Leggere: Roberto Ferrari, Meditare con gli animali.
Dal diario di bordo / 3 settembre 2025 /
Grab bag
Nei pressi di Capo Palos la navigazione è tranquilla: mare piatto, delfini che giocano, brezze leggere. Circondati dalla calma cominciano a sentire l’incombere dell’Oceano, della sua dimensione. Solo così si spiega l’impegno e la perizia che dedicano a organizzare le grab bag e a ripassare le procedure di emergenza per l’eventuale abbandono dell’imbarcazione.
Dal diario di bordo / 4 settembre 2025 / 10:00 il mare è placido e tranquillo. Organizzazione e posizionamento delle grab bag da imbarcare sulla zattera:
Grab bag 1. Iridium, pannelli solari, litionite, batterie, VHF portatile, binocolo, Epirb, documenti Skua.
Grab bag 2. fuochi, razzi, boette, luce segnal, tromba, fischietto, att. pesca.
Grab bag 3. Farmacia, pronto soccorso.
Grab bag 4. Cibo, acqua.
Grab bag Personale. Documenti personali, coltello, occhiali, vestiti.
Cabo de Gata
Imprevedibile, discontinuo, tenero e pauroso. Ogni passaggio a Cabo de Gata è una sorpresa. Questa volta è stata la nebbia. Non la nebbia padana a cui sono abituati: grigia, umida, pigra ma bensi bianca, splendente, accecante. Come essere su un set cinematografico. Non capiscono se sono loro ad attraversarla o è lei che li attraversa. Un bagno di luce umida che assorbono sino alle ossa.
Prepararsi con cura
Da mesi seguono il comportamento delle orche che giocano con carene e timoni passanti lo stretto. Sembra che il parco giochi a settembre si sposti a nord: Barbate, Capo Finisterre... Le correnti sono note. Il vento fa i soliti capricci può esserci o non esserci. Se c’è, è binario: spinge dentro o butta fuori.
Stretto di Gibilterra
In questa occasione il Mediterraneo sembra propenso a spingerli fuori con venti tra i 25 e 30 nodi. Loro ne approfittano stanchi del ronzio del Lombardini che da giorni li accompagna. L’Atlantico, al contrario, pare non gradirli e li respinge con corrente contraria che solleva onde verticali. Impiegano ore per allontanarsi dallo scontro tra mari e venti. La loro speranza è agganciare l’aliseo portoghese che li trascinerà verso sud.
Passero e pirati
Lasciati i mari litigiosi tutto si placca. Dell’aliseo portoghese nessun segno. Avviano il motore e volgono la prua a sud ovest. È notte e sono a circa 60 miglia dalla costa africana quando si accorgono di avere un clandestino a bordo. Un piccolo uccello sonecchia sulla battagliola. All’alba prende confidenza con la cabina, passeggia tra tavolo da carteggio e fornelli e poi sparisce. Poco dopo all’orizzonte un cargo. Tra il cargo e loro due imbarcazioni non identificabili. Una volge la prua verso di loro. – Tutti fuori! Abbiamo visite! – urla B.. È un gommone da incursione (nero, quattro fuoribordo, radar) con 4(?) persone a bordo. Hanno volti e corpi completamente coperti. Il gommone accosta lentamente da poppa quando è a circa 15 metri uno dei quattro alza il braccio con una bottiglia è urla – WATER, WATER –. F. esibisce il VHF e indica di comunicare via radio. Il VHF tace. Il gommone fa tre giri intorno a Skua e poi sparisce dalla stessa direzione da cui era comparso.
Strambe abbattute
L’aliseo portoghese arriva ed è implacabile: soffia, cala, rinforza. È una scala diversa dai venti mediterranei. È notte e F. urla – Sveglia! Cambio! – B. Dorme profondamente, due gradini ed è in pozzetto al timone. La mente è però ancorata in un’altro mondo... i riflessi sono lenti... Scruta il cielo, è coperto e non suggerisce riferimenti. Giusto il tempo di capire che si plana sulle onde, la poppa sale, la prua scende. Ma dalla parte sbagliata e... B A A M! La trattenuta del boma permette il recupero della rotta. Ci vorranno tre abbatute involontarie per abbandonare il mondo dei sogni e prendere il controllo della realtà.
Non stancarti oltre misura
non salir addormentato
un sonnabulo al timone
è un disastro assicurato
Canarie
Molto prima che le carte indichino la prossimità della terra inizia la sua ricerca tra nuvole, riflessi, ombre, pennacchi di fumo, uccelli... Ma nulla si palesa. Poi, si distragono un attimo, c’è chi si solleva sulla punta dei piedi e chi va a prua. Niente in vista. Poi una nuvola si dissoleve e lei compare come se fosse sempre stata li, ma non voleva essere vista. Qualcuno urla: – Terra!
Santa Cruz de Tenerife
Nel canale tra Tenerife e Gran Canarie il vento e l’onda accelerano. La destinazione finale sarebbe stata la Marina all’estremo sud di Tenerife. Optano per la Marina Santa Cruz de Tenerife che sembra garantire, in vista dell’Atlantico, miglior supporto tecnico e più servizi. Forse, stando semplicemente sulla rotta, esercita la sua naturale attrazione dopo settimane di navigazione. Tutto è fuori scala: il molo li sovrasta ma è ingombro di grafiti lasciati dai navigatori.
Dal diario di bordo / 12 settembre 2025 / 20:00. Alle 20:00, dopo 9 giorni e 12 ore senza scalo ormeggiato a Santa Cruz de Tenerife. Grandi pulizie. Serrato losca timone. Censimento dei consumi. Inventario della cambusa. Guarnizioni WC Baltico.